Nascosto sulla sponda orientale del Lago di Como, c'è una piccola meraviglia della natura, un pò strana, che va per conto suo e che da secoli lascia a bocca aperta e affascina chiunque la veda. Parlo del Fiumelatte, un corso d'acqua famoso per essere cortissimo, di un bianco lucente, e che ha l'abitudine di sparire del tutto per metà dell'anno. Spunta dalle montagne verso marzo e poi si prosciuga a settembre, lasciando dietro di sé solo sassi e terra asciutta. Non è solo una bizzarria geologica; è un fenomeno talmente unico che ha ispirato leggende locali davvero avvincenti, trasformando un semplice ruscello in una storia che continua a vivere.
Prenota il tuo soggiorno a Varenna
La verità dietro al fiume: un'anomalia naturale spiegata (più o meno)

Stiamo parlando di circa 250 metri dalla sua sorgente in montagna fino a dove si getta nel Lago di Como. È un attimo, potresti farla tutta in cinque minuti, se ti ci metti d'impegno. Poi c'è il suo colore: non è solo acqua limpida, è proprio lattiginosa, quasi bianca. Questo perché l'acqua esce dalla roccia con una forza tale da aerarla come un cappuccino, e probabilmente si porta dietro un bel pò di carbonato di calcio, che le dà quell'aspetto chiaro e un pò spumoso.
Il vero punto è il calendario. Il Fiumelatte è, per così dire, un artista stagionale. Si risveglia e inizia a farsi sentire verso marzo, di solito quando la neve si scioglie e arrivano le piogge primaverili dalle Grigne. Scorre con una forza e un volume che ti sorprendono per tutta la primavera e l'estate, per poi seccarsi del tutto a settembre o ottobre, lasciando solo un letto di sassi fino all'anno dopo.
I geologi pensano che sia alimentato da un gigantesco sistema di sifoni sotterranei, lì nella Grigna, una specie di impianto idraulico naturale che si riempie, straripa e poi si svuota. Quindi, anche se ci facciamo le nostre teorie, vedere un fiume intero bloccarsi per mesi è comunque una roba che sembra... un piccolo miracolo.
Storie senza tempo: le leggende di Fiumelatte

Ok, abbiamo parlato di come funziona il Fiumelatte: è corto, bianco e va a intermittenza. Ma diciamocelo, per secoli, prima che arrivassero le spiegazioni scientifiche, un fiume che sparisce per metà dell'anno aveva bisogno di una storia più drammatica.
Le storie che si sentivano in giro parlavano spesso di qualcosa di enorme, di potentissimo, che comandava il corso del fiume. Si sussurrava di una creatura gigantesca e antichissima, forse un gigante addormentato nelle profondità delle montagne della Grigna. I suoi sonnolenti e grandi respiri in qualche modo gestivano l'andamento del fiume: quando espirava, l'acqua si gonfiava; quando faceva un respiro lungo e profondo e stava in silenzio, il fiume spariva proprio.
C'è una storia che tutti raccontano, quella di una ragazza bellissima con gli occhi azzurri e i capelli biondi, e un sacco di ragazzi che le giravano intorno. Lei promise il suo amore a chiunque le avesse svelato da dove venisse il Fiumelatte. Però, i giovani che entravano nella grotta ne uscivano molto tempo dopo, ma invecchiati di colpo. Due di loro raccontarono storie pazzesche, piene di cose meravigliose, belle donne e musiche dolci che però svanirono all'improvviso, lasciandoli vecchi e da solo a vagare per le strette cavità della caverna. Il terzo, invece, non parlò più, come bloccato da chissà cosa avesse visto.
Un famoso osservatore per Fiumelatte: la curiosità di Leonardo da Vinci

Ora, per un fiume così piccolo e pure così strano, non ti aspetteresti che finisse sotto gli occhi di una delle menti più brillanti della storia. Invece il Fiumelatte ha fatto proprio questo. Nientemeno che Leonardo da Vinci in persona, quel genio che era, rimase affascinato da questa piccola particolarità della natura e ne scrisse nel suo Codice Atlantico.
Leonardo, lo saprai, non si limitava a dipingere capolavori; era proprio ossessionato da ogni cosa, soprattutto da come funzionava la natura. Studiava l'acqua in tutte le sue forme: come scorreva, quanto era potente, tutti i suoi segreti. Quindi, è più che normale che il Fiumelatte, con i suoi strani flussi a intermittenza e il suo colore bianco latte, abbia acceso la sua curiosità. In realtà ha disegnato il fiume nei suoi famosi taccuini, provando a capire il suo flusso unico che va e viene. È un'idea mica male, vero?
Visitare Fiumelatte: uno sguardo al mito

Il fiume arriva nel lago proprio vicino al paesino di Fiumelatte, che trovi poco più a sud di Varenna. Puoi arrivarci con una breve passeggiata dal centro di Varenna o dalla stazione, oppure, se sei in macchina, di solito c'è un piccolo parcheggio lì vicino.
Ora, un consiglio fondamentale: con questo fiume, il tempismo è tutto. Tieni presente che è un pò un artista "a intermittenza". Quindi, per vedere davvero quell'acqua bianca come il latte e sentire il suo rumore inconfondibile, devi proprio programmare la tua visita tra marzo e settembre. Fuori da questi mesi, troverai solo un letto di fiume secco e pieno di sassi che, per carità, è curioso da vedere per come è fatto, ma non ha la stessa resa scenica quando l'acqua c'è tutta.











